Invece di bere tutto quanto ci viene propinato dai media, impariamo a sviluppare un po' di senso critico

Pisa, 9 settembre 2017

 

Fra i dogmi più granitici della teoria del “clima impazzito” vi è senza dubbio quello della correlazione diretta, negli ultimi decenni, fra aumento delle temperature ed incremento degli eventi pluviometrici estremi, sia per frequenza sia per entità. Eppure non è certo molto difficile verificare la falsità di tale assunto; in questa breve nota ne do un esempio basato sui contenuti del bellissimo sito tedesco www.wetterzentrale.de, nel quale è presente un archivio dati con una sezione dedicata ad eventi meteorologici estremi in stazioni della Germania e dell’Olanda. Sono considerate le città di Karlsruhe nella prima e De Bilt nella seconda; si badi bene che questa è una verifica che richiede soltanto pochi minuti.

 

 

 

 

 

I 150 maggiori eventi di precipitazione giornaliera

 

Anche senza analisi statistiche, un semplice esame qualitativo dei due grafici (direttamente ottenuti dal suddetto sito web) dimostra come non si sia determinata nel corso del tempo alcuna tendenza apprezzabile all’incremento della densità (frequenza degli eventi estremi) e dell’altezza (entità degli stessi) delle barrette. Se quanto asserito da vari esperti e ripetuto ossessivamente dai media fosse vero, in serie storiche così lunghe la cosa dovrebbe necessariamente risultare palese; il fatto che non appaia nulla ci dice che il dogma da granitico è derubricato ad argilloso ed anche con elevato contenuto di umidità . . . . . . uello dell’incrementoq